Archive for Narrativa Commerciale

PordenoneLegge? Si, ma scrive anche

PordenoneScrive, terza edizione

PordenoneScrive, terza edizione

Parte tra pochissimo, il 23 di gennaio, la terza edizione di “PordenoneScrive”, il laboratorio di scrittura creativa, di prosa, di poesia e di stile fratello minore di “PordenoneLegge”.

La città friulana porta avanti così quell’obiettivo che, secondo gli organizzatori (e anche secondo il successo ottenuto) dovrebbe portarla  a divenire uno dei centri di riferimento della letteratura mondiale. Il sito stesso ci ricorda che “Sapere raccontare bene storie, vuole dire vivere bene. Alla domanda: “Si può imparare a scrivere?” ovviamente non c’è risposta. Esistono variabili imponderabili: il talento, l’esperienza personale, la conoscenza del mondo. Ma è certo che alcune tecniche si possono imparare, che alcuni strumenti si possono affinare. E soprattutto che ci si può accostare ad un ambiente, quello letterario, in modo più partecipe e attivo“. Insomma, realismo e possibilità.

Al classico Laboratorio di Narrazione, tenuto da due “grandi”, A. Garlini e G.M. Villalta, si aggiungeranno quest’anno insegnamenti su poesia, romanzo giallo e seminari vari sui più disparati temi letterari. Esiste anche un altra possibilità per gli scrittori emergenti: esiste infatti, oltre ai già citati corsi e seminari, un Club creato apposta per raccogliere i vari autori, pordenonescriveClub. L’iscrizione è accessibile a tutti per una modica cifra e apre le porte ad almeno un corso al mese e a incontri con docenti e autori affermati.

Per gli orari, i luoghi e i nomi dei presenti, vi rimandiamo alla pagina del sito ufficiale.

Andrea

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Mare al Mattino – Margaret Mazzantini – Recensione

Ecco a voi la recensione dell’ultima fatica di Margaret Mazzantini, Mare al Mattino. Il romanzo colpisce il primo luogo per le pochissime pagine che lo compongono (127) ma, una volta cominciata la lettura, anche perché ci si chiede come sia possibile scrivere tanto di tante persone in così poche pagine.

Mare al Mattino - Margaret Mazzantini

La copertina di Mare al Mattino di Margaret Mazzantini

Titolo: Mare al Mattino

Autore: Margaret Mazzantini

Editore: Einaudi

Pagine: 127, brossura (2011)

Prezzo(indicativo): 10,20 euro

 

L’autrice

Margaret Mazzantini è nata a Dublino. Ora vive a Tivoli vicino a Roma, dove è diventata scrittrice e attrice. Figlia di artisti, si diploma in recitazione nei primi anni 80. Successivamente, fa il suo esordio in alcuni spettacoli teatrali e televisivi, ma è il suo talento di scrittrice a colpire il mondo: con Non ti Muovere raggiunge il successo fino ad arrivare alla sua ultima pubblicazione, Mare al Mattino, passando per un Premio Campiello, un Premio Strega, un Premio Grinzane-Cavour e addirittura dal riconoscimento di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il sito ufficiale.

 

La trama

(tratta dal quarto di copertina)

Farid e Jamila fuggono da una guerra che corre più veloce di loro. Angelina insegna a Vito che ogni patria può essere terra di tempesta, lei che è stata araba fino a undici anni.

Sono due figli, due madri, due mondi.

A guardarlo dalla riva, il mare che li divide è un tappeto volante, oppure una lastra di cristallo che s richiude sopra le cose. Ma sulla terra resta l’impronta di ogni passaggio, partenza o ritorno – che la scrittura, come argilla fresca, conserva e restituisce.

Un romanzo di promesse e di abbandoni, forte e luminoso come una favola.

Il romanzo

“Pensava soltanto a quello. Riportare la sua vita a quel punto. Nel punto dove si era interrotta.

Si trattava di unire due lembi di terra, due lembi di tempo.

In mezzo c’era il mare.

Si metteva i fichi aperti sugli occhi per ricordarsi quel sapore di dolce e di grumi. Vedeva il rosso attraverso quei semi.

Cercava il cuore del suo mondo lasciato”

Le poche pagine non devono far pensare a un’opera incompleta o troppo breve perché sia significativa. Einaudi ha pensato di ridurre questa possibile idea che potrebbe farsi il lettore aumentando la grandezza del carattere e delle pagine, che ora sembrano sottili tavolette. Una scelta commerciale dettata solo dalla volontà di non far sembrare un libro troppo fino, che contribuisce solo ad alzare il prezzo e allo spreco di carta.

Passando al testo, già dalle prime pagine si nota un piccolo cambiamento nello stile dell’autrice: infatti, le frasi sembrano più enfatizzate, quasi poetiche, al fine di aumentare la partecipazione del lettore non nella situazione dei protagonisti, bensì nelle loro emozioni. Le righe sono emozionali e forti, più brevi delle solite frasi (già corte) lette nelle altri opere, ma più potenti, d’impatto.

Subito si verrà coinvolti nella lettura: le vicende dei protagonisti son ben pensate e ancor meglio scritte, inoltre l’ambientazione assolutamente contemporanea sono un ulteriore incentivo a immedesimarsi nella lettura. Il romanzo è ambientato nella Libia d’oggi, durante la primavera araba, e in Italia. In mezzo, un mare che circonda i protagonisti proprio come circonda noi tutti, un mare che da fonte di vita può trasformarsi in ostacolo alla vita.

La grammatica è ben curata e di errori di battuta non ne abbiamo trovati.

Oltre a tutto ciò, c’è poco da aggiungere. Le pecche, come sempre, riguardano le scelte editoriali di stampare un libro in modo che sembri grosso (come piace al giorno d’oggi) sebbene sia solo uno spreco. Inoltre, il libro è deboluccio e le pagine tendono a staccarsi con un pò troppa facilità. Se ciò non bastasse, probabilmente vi capiterà qualche pagina che al posto di essere stata tagliata, sarà strappata. Sì, esatto, strappata.

Il voto di IlGiovaneScrittore

Otto. (Il voto è più basso di ciò che avrei voluto scrivere. Purtroppo valuto, oltre a quanto bene è scritto un romanzo, anche com’è “assemblato”. Sotto questo aspetto Einaudi, permettetemi il termine, ha fatto uno schifo.)

PRO:

– la solita, grandissima, Mazzantini;

– stile più intenso e conciso;

– nessun errore di battitura o grammatica;

– breve ma intenso.

CONTRO:

– scelte editorial-commerciali orrende. Pagine grosse, font troppo alto e pagine “rimovibili” e in qualche caso strappate. Forza Einaudi

– breve, si mangia in un pomeriggio;

– prezzo troppo alto per uno scritto così breve!

 

Andrea

 

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Fabio Volo – Il Giorno in Più – Recensione

Cosa??? Non dovevi parlare del tuo romanzo?!

Si, lo so, lo so.

Avevo detto che avrei parlato un po’ del romanzo che sto scrivendo. Però nell’articolo scorso ho tirato fuori Fabio Volo, in più ho trovato dei problemi nel dattiloscritto per cui vorrei rimetterci le mani prima di parlarvene un pò.

Scusatemi, sono un po’ inaffidabile quando faccio promesse 🙂

Perché proprio Il Giorno in Più di Fabio Volo?

Fabio Volo l’ho scelto perché ne parlerò spesso. Tanto per ribadire, qua parleremo di giovani scrittori che cercano la via della pubblicazione, di fantasy, di narrativa sentimentale e commerciale. Fabio Volo rientra perfettamente nelle ultime due categorie.

Il Giorno in Più l’ho scelto perché è il romanzo meglio fatto di Volo, con una trama più appassionante e quello più venduto tra i suoi romanzi. In più per quanto mi riguarda è il romanzo con il quale ha confermato e rafforzato definitivamente il suo stile.

Copertina de "Il giorno in Più - Fabio Volo"

Copertina de "Il giorno in Più - Fabio Volo"

Titolo: Il Giorno in Più

Autore: Fabio Volo

Editore: Mondadori

Pagine: 287, brossura

Prezzo(indicativo): 15,50 euro

L’autore

Fabio Bonetti, in arte Fabio Volo, è scrittore, DJ, attore, cantautore e magari anche qualcos’altro di cui io non so nulla.

Ha inciso un paio – più o meno – di dischi dance, partecipato come attore al film “Manuale d’amore”.

Di lui non si sa moltissimo in ambito narrativo, per quanto riguarda Il Giorno in Più; quello che so io è che parte del romanzo è stato scritto a New York, in modo da immedesimarsi meglio nella trama (parzialmente ambientata lì).

Per ora non si sa se abbia altri romanzi in cantiere.

Devo fare una precisazione; Il Giorno in Più non è il suo ultimo romanzo, bensì è Il Tempo che Vorrei. Non ho recensito Il Tempo che Vorrei perché ritengo che Il Giorno in Più sia meglio fatto, più originale e anche più sensato. I motivi di questo ragionamento non sto qui a spiegarveli. Magari recensirò anche quello, prima o poi.

Il romanzo

Trama:

Si racconta la storia di Giacomo, uomo sulla trentina che trascorre una vita normale, per certi versi sin troppo. Vive e lavora in Italia, le sua esistenza è scandita dalla routine di tutti i giorni. L’unico motivo di trepidazione per Giacomo è la visione quotidiana di una donna sul tram che lo porta al lavoro. I due non si parlano mai, ma allo stesso tempo sono complici. Si scambiano sguardi furtivi e sorrisi appena accennati. Dopo molti giorni scanditi da questi momenti di reciproca silenziosa attenzione, Michela, questo il nome della donna misteriosa, si presenta a Giacomo, scambia con lui due chiacchere e gli comunica che ha deciso di trasferirsi a New York per lavoro.

Tipico dell’autore, il romanzo mescola un mix di ingredienti amorosi e di vita.

Come dice il quarto:

È l’inizio di un gioco, incredibile e coinvolgente, che improvvisamente sarà interrotto, e che porterà i due fino a un punto di non ritorno, per scoprire se vale la pena, nella vita, di giocare fino in fondo. L’amore, l’amicizia, il viaggio, i dubbi, le scelte, più una dose di gioco e sana incoscienza, una miscela dei tutti i grandi temi e le piccole sfumature care a Volo e ai suoi lettori.

Volo riesce, come in tutti i suoi romanzi (eccetto forse in Esco a fare due passi) a coniugare e raccontare uno stile di vita di un uomo con una donna che causerà in lui sentimenti nuovi che verranno inevitabilmente a influenzare la sua stessa vita.

Lo stile è notevolmente migliorato, rimane comunque semplice e commerciale, molto piacevole per tutti (eccetto forse a qualche fisico-nucleare sulla sessantina).

Perché?

Perché in questo romanzo cominciamo a trovare scene descritte in modo diverso, più profondo. Inoltre, la trama stessa è più realistica rispetto agli altri titoli. Oltre al realismo, è più fluida, ben congegnata e studiata.

La scelta di New York è quanto mai azzeccata, è una città sveglia, moderna e al passo coi tempi, e per un bravo scrittore riesce a divenire estremamente sentimentale rimandendo comunque nei limiti della piacevolezza, e leggermente malinconica.

Proprio come ce la mostra Fabio Volo.

La trama stessa, nonostante sia più realisitica – come ho detto – rispetto agli altri romanzi, rimane comunque un pò “difficile”.

Difficile che nella realtà una persona si innamori di un’altra vista solo in tram, senza aver mai avuto alcun contatto se non visivo.

Difficile fare certe scelte per lei, come… no, niente spoiler, scusate 🙂

Un plauso agli aneddoti e alle scene di vita quotidiana, che Volo riesce a raccontare con ironia e al tempo stesso profondità.

Passiamo alle note dolenti? Ok, dai.

Ce ne sono poche. Poche e comunque quasi irrilevanti.

La prima, quella che salta più all’occhio è appunto la trama. Non ci si innamora di una ragazza che si vede in tram e basta, senza mai parlarle. E comunque non si fa neanche quello che viene dopo, che non sto a dirvi sennò vi rovinerei il romanzo (nel caso siate tentati di leggerlo).

Comunque è un “difetto” praticamente inesistente, visto che la narrativa ci ha insegnato che il realismo è sì importante, ma non troppo.

Un’altro difettino è il finale, che in un certo senso e con un po’ di testa si poteva immaginare. Non è assolutamente un deus ex machina, comunque.

Non mi sembra che ci sia altro. E bravo, Fabbbiò!

Il voto di IlGiovaneScrittore

Otto e mezzo.

PRO

Fabio Volo matura definitivamente nello stile;

bello e lievemente malinconico;

ai più sensibili può strappare una lacrimuccia;

si legge fluidamente e con piacere;

per quanto irreale, è una trama molto bella;

bello il personaggio di Silvia e della nonna.

CONTRO

Trama lievemente irreale;

Finale un po’ prevedibile.

Andrea di ilgiovanescrittore.wordpress.com

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Narrativa commerciale: critiche giustificate?

Piccola premessa

La partenza del blog è stata un successo, devo ammetterlo! In un giorno e mezzo ho ricevuto più visite di quante ne avessi ricevute in un mese con un vecchio blog storpio non molto bello.

Quindi grazie a tutti! ^^

Narrativa commerciale

 

Scrivere bene è duro: meno duro per la narrativa commerciale.

Scrivere bene è duro: meno duro scrivere commerciale.

 

Avevo intenzione di cominciare a parlare un pò del romanzo che sto scrivendo, ma ho preferito parlare prima di questo argomento, poi vi spiegherò perché.

Dunque, girando per internet, ovunque si trovi un blog (attenzione: non forum di case editrici, o blog di editor\editori) di lettori o scrittori si trovano articoli su articoli riguardo la narrativa commerciale. E tutti recitano la stessa filastrocca: la narrativa commerciale fa schifo.

Ebbene, può essere.

Come può essere? Può essere nel senso che si, spesso (se non sempre) la letteratura commerciale non segue nessuna o quasi nessuna regola della buona e classica Narrativa (con la N maiuscola).

Ad esempio, troviamo molte trame pessime, ideate male e scritte peggio; Romanzi che si fanno fatica a leggere; situazioni no-sense (Twilight ne è pieno); addirittura errori grammaticali.

Ma sono quei romanzi che poi vengono pubblicati presso Editori medio-grandi.

Ad esempio Le cronache del Mondo Emerdaso, della Troisi.

Sono quei romanzi che poi hanno tirature e vendite incredibili.

Ad esempio la Meyer con il suo Twilight, Eclipse, New Moon che solo a scriverli mi fa male il fegato.

Mentre il povero esordiente, con duemila euro in corsi di scrittura ed altrettanti in manuali, dopo aver studiato allo sfinimento, si ritrova con un manoscritto fatto bene, ma che non lo caga nessuno (eccezion fatta per gli editori a pagamento, che spillano ‘naltri duemila euro: tanto duemila più, duemila meno…).

Ma è giusto?

La risposta è spontanea: no, no, no, no!

Io dico: dipende.

Dipende perché, escludendo nel modo più assoluto la narrativa schifosa, piena di errori, luoghi comuni ecc. (per ulteriori dettagli vedere la lista di cui sopra e sotto), la narrativa commerciale scritta bene, con stile magari semplicissimo ma personale, nuovo, giovane la considero narrativa buona.

Vi porto un esempio: Fabio Volo.

Fabio Volo scrive commerciale, scrive con uno stile semplice, giovane, scorrevolissimo e veloce. Di sicuro un Dante dei giorni nostri cercherebbe di assassinare Volo, ma consideriamo che uno stile così piace. Piace a tanti, non a tutti. A me piace, che c’è di male se un libro è commerciale ma piace? Ho letto tutto di Volo, e devo dire che con gli ultimi romanzi sta facendo grossi miglioramenti (i primi due, Esco a fare due passi e E’ una vita che ti aspetto erano commerciale BRUTTO), lo stile si complica leggermente ma rimane semplice.

Volo è l’autore commerciale che molti blogger criticherebbero. Mi permetto di elogiarlo, almeno io.

Proviamo a tirare qualche conclusione.

La narrativa commerciale non va disprezzata a priori. Io la dividerei in due sezioni:

  • commerciale brutto, con errori, con trama insulsa, pieno di Deus ex machina, con errori grammaticali e situazioni assurde.
  • commerciale che vende perché piace ad una determinata fascia di lettori. Scritto con stile semplice ma bello a leggersi.

Che ne dite?

Perchè ho parlato di narrativa commerciale e non del romanzo?

Perché il romanzo che sto scrivendo è commerciale. Spero e sembra che sia nella seconda categoria delle due poco sopra, ma rimane commerciale. Ho fatto quest’articolo proprio per avvisarvi. I lettori in questi due giorni non sono stati pochi, presumo che quando parlerò del romanzo saranno anche qualcuno di più, quindi era giusto avvisarvi.

Ci vediamo con un nuovo articolo nei prossimi giorni.

Ciao

Andrea

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