Posts tagged Fabio Volo

Classifica dei libri più venduti in Italia – 9 gennaio

Ecco la classifica dei libri più venduti di questa settimana. Tiene botta Volo con “Le prime Luci del Mattino”, mentre abbiamo solo una new entry rispetto alla settimana scorsa, Gianrico Carofiglio con “Il Silenzio dell’Onda”.

La classifica dei libri più venduti del 9 gennaio

La classifica dei libri più venduti del 9 gennaio

1. Le Prime Luci del Mattino – Fabio Volo – Mondadori

2. L’Educazione delle Fanciulle – Luciana Littizzetto e Franca Valeri – Einaudi

3. Steve Jobs – Walter Isaacson – Mondadori

4. Il Quaderno Maya – Isabel Allende – Feltrinelli

5. Tre Atti e Due Tempi – Giorgio Faletti – Einaudi

6. I Menù di Benedetta – Benedetta Parodi – Rizzoli

7. I Contendenti – John Grisham – Mondadori

8. Un Diamante da Tiffany – Karen Swan – Newton Compton

9. Il Silenzio dell’Onda – Gianrico Carofiglio – Rizzoli

10. Mare al Mattino – Margaret Mazzantini – Einaudi

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Classifica dei libri più venduti in Italia – 2 gennaio

La prima classifica dell’anno nuovo. Sempre Volo al comando, abbiamo un ritorno nella top ten: Andrea Vitali con “Zia Antonia sapeva di menta”, fuori solo per due settimane e adesso rientrato in gioco.

La classifica dei libri più venduti del 2 gennaio

La classifica dei libri più venduti del 2 gennaio

1. Le prime Luci del Mattino – Fabio Volo – Mondadori

2.L’educazione delle Fanciulle – Luciana Littizzetto e Franca Valeri – Einaudi

3. Tre Atti e Due Tempi – Giorgio Faletti – Einaudi

4. Steve Jobs – Walter Isaacson – Mondadori

5. Un diamante da Tiffany – Karen Swan – Newton Compton

6. Il Quaderno Maya – Isabel Allende – Feltrinelli

7. I Contendenti – John Grisham – Mondadori

8. Mare al Mattino – Margaret Mazzantini – Einaudi

9. I Menù di Benedetta – Benedetta Parodi – Rizzoli

10. Zia Antonia sapeva di menta – Andrea Vitali – Garzanti

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Fabio Volo – Il Giorno in Più – Recensione

Cosa??? Non dovevi parlare del tuo romanzo?!

Si, lo so, lo so.

Avevo detto che avrei parlato un po’ del romanzo che sto scrivendo. Però nell’articolo scorso ho tirato fuori Fabio Volo, in più ho trovato dei problemi nel dattiloscritto per cui vorrei rimetterci le mani prima di parlarvene un pò.

Scusatemi, sono un po’ inaffidabile quando faccio promesse 🙂

Perché proprio Il Giorno in Più di Fabio Volo?

Fabio Volo l’ho scelto perché ne parlerò spesso. Tanto per ribadire, qua parleremo di giovani scrittori che cercano la via della pubblicazione, di fantasy, di narrativa sentimentale e commerciale. Fabio Volo rientra perfettamente nelle ultime due categorie.

Il Giorno in Più l’ho scelto perché è il romanzo meglio fatto di Volo, con una trama più appassionante e quello più venduto tra i suoi romanzi. In più per quanto mi riguarda è il romanzo con il quale ha confermato e rafforzato definitivamente il suo stile.

Copertina de "Il giorno in Più - Fabio Volo"

Copertina de "Il giorno in Più - Fabio Volo"

Titolo: Il Giorno in Più

Autore: Fabio Volo

Editore: Mondadori

Pagine: 287, brossura

Prezzo(indicativo): 15,50 euro

L’autore

Fabio Bonetti, in arte Fabio Volo, è scrittore, DJ, attore, cantautore e magari anche qualcos’altro di cui io non so nulla.

Ha inciso un paio – più o meno – di dischi dance, partecipato come attore al film “Manuale d’amore”.

Di lui non si sa moltissimo in ambito narrativo, per quanto riguarda Il Giorno in Più; quello che so io è che parte del romanzo è stato scritto a New York, in modo da immedesimarsi meglio nella trama (parzialmente ambientata lì).

Per ora non si sa se abbia altri romanzi in cantiere.

Devo fare una precisazione; Il Giorno in Più non è il suo ultimo romanzo, bensì è Il Tempo che Vorrei. Non ho recensito Il Tempo che Vorrei perché ritengo che Il Giorno in Più sia meglio fatto, più originale e anche più sensato. I motivi di questo ragionamento non sto qui a spiegarveli. Magari recensirò anche quello, prima o poi.

Il romanzo

Trama:

Si racconta la storia di Giacomo, uomo sulla trentina che trascorre una vita normale, per certi versi sin troppo. Vive e lavora in Italia, le sua esistenza è scandita dalla routine di tutti i giorni. L’unico motivo di trepidazione per Giacomo è la visione quotidiana di una donna sul tram che lo porta al lavoro. I due non si parlano mai, ma allo stesso tempo sono complici. Si scambiano sguardi furtivi e sorrisi appena accennati. Dopo molti giorni scanditi da questi momenti di reciproca silenziosa attenzione, Michela, questo il nome della donna misteriosa, si presenta a Giacomo, scambia con lui due chiacchere e gli comunica che ha deciso di trasferirsi a New York per lavoro.

Tipico dell’autore, il romanzo mescola un mix di ingredienti amorosi e di vita.

Come dice il quarto:

È l’inizio di un gioco, incredibile e coinvolgente, che improvvisamente sarà interrotto, e che porterà i due fino a un punto di non ritorno, per scoprire se vale la pena, nella vita, di giocare fino in fondo. L’amore, l’amicizia, il viaggio, i dubbi, le scelte, più una dose di gioco e sana incoscienza, una miscela dei tutti i grandi temi e le piccole sfumature care a Volo e ai suoi lettori.

Volo riesce, come in tutti i suoi romanzi (eccetto forse in Esco a fare due passi) a coniugare e raccontare uno stile di vita di un uomo con una donna che causerà in lui sentimenti nuovi che verranno inevitabilmente a influenzare la sua stessa vita.

Lo stile è notevolmente migliorato, rimane comunque semplice e commerciale, molto piacevole per tutti (eccetto forse a qualche fisico-nucleare sulla sessantina).

Perché?

Perché in questo romanzo cominciamo a trovare scene descritte in modo diverso, più profondo. Inoltre, la trama stessa è più realistica rispetto agli altri titoli. Oltre al realismo, è più fluida, ben congegnata e studiata.

La scelta di New York è quanto mai azzeccata, è una città sveglia, moderna e al passo coi tempi, e per un bravo scrittore riesce a divenire estremamente sentimentale rimandendo comunque nei limiti della piacevolezza, e leggermente malinconica.

Proprio come ce la mostra Fabio Volo.

La trama stessa, nonostante sia più realisitica – come ho detto – rispetto agli altri romanzi, rimane comunque un pò “difficile”.

Difficile che nella realtà una persona si innamori di un’altra vista solo in tram, senza aver mai avuto alcun contatto se non visivo.

Difficile fare certe scelte per lei, come… no, niente spoiler, scusate 🙂

Un plauso agli aneddoti e alle scene di vita quotidiana, che Volo riesce a raccontare con ironia e al tempo stesso profondità.

Passiamo alle note dolenti? Ok, dai.

Ce ne sono poche. Poche e comunque quasi irrilevanti.

La prima, quella che salta più all’occhio è appunto la trama. Non ci si innamora di una ragazza che si vede in tram e basta, senza mai parlarle. E comunque non si fa neanche quello che viene dopo, che non sto a dirvi sennò vi rovinerei il romanzo (nel caso siate tentati di leggerlo).

Comunque è un “difetto” praticamente inesistente, visto che la narrativa ci ha insegnato che il realismo è sì importante, ma non troppo.

Un’altro difettino è il finale, che in un certo senso e con un po’ di testa si poteva immaginare. Non è assolutamente un deus ex machina, comunque.

Non mi sembra che ci sia altro. E bravo, Fabbbiò!

Il voto di IlGiovaneScrittore

Otto e mezzo.

PRO

Fabio Volo matura definitivamente nello stile;

bello e lievemente malinconico;

ai più sensibili può strappare una lacrimuccia;

si legge fluidamente e con piacere;

per quanto irreale, è una trama molto bella;

bello il personaggio di Silvia e della nonna.

CONTRO

Trama lievemente irreale;

Finale un po’ prevedibile.

Andrea di ilgiovanescrittore.wordpress.com

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Narrativa commerciale: critiche giustificate?

Piccola premessa

La partenza del blog è stata un successo, devo ammetterlo! In un giorno e mezzo ho ricevuto più visite di quante ne avessi ricevute in un mese con un vecchio blog storpio non molto bello.

Quindi grazie a tutti! ^^

Narrativa commerciale

 

Scrivere bene è duro: meno duro per la narrativa commerciale.

Scrivere bene è duro: meno duro scrivere commerciale.

 

Avevo intenzione di cominciare a parlare un pò del romanzo che sto scrivendo, ma ho preferito parlare prima di questo argomento, poi vi spiegherò perché.

Dunque, girando per internet, ovunque si trovi un blog (attenzione: non forum di case editrici, o blog di editor\editori) di lettori o scrittori si trovano articoli su articoli riguardo la narrativa commerciale. E tutti recitano la stessa filastrocca: la narrativa commerciale fa schifo.

Ebbene, può essere.

Come può essere? Può essere nel senso che si, spesso (se non sempre) la letteratura commerciale non segue nessuna o quasi nessuna regola della buona e classica Narrativa (con la N maiuscola).

Ad esempio, troviamo molte trame pessime, ideate male e scritte peggio; Romanzi che si fanno fatica a leggere; situazioni no-sense (Twilight ne è pieno); addirittura errori grammaticali.

Ma sono quei romanzi che poi vengono pubblicati presso Editori medio-grandi.

Ad esempio Le cronache del Mondo Emerdaso, della Troisi.

Sono quei romanzi che poi hanno tirature e vendite incredibili.

Ad esempio la Meyer con il suo Twilight, Eclipse, New Moon che solo a scriverli mi fa male il fegato.

Mentre il povero esordiente, con duemila euro in corsi di scrittura ed altrettanti in manuali, dopo aver studiato allo sfinimento, si ritrova con un manoscritto fatto bene, ma che non lo caga nessuno (eccezion fatta per gli editori a pagamento, che spillano ‘naltri duemila euro: tanto duemila più, duemila meno…).

Ma è giusto?

La risposta è spontanea: no, no, no, no!

Io dico: dipende.

Dipende perché, escludendo nel modo più assoluto la narrativa schifosa, piena di errori, luoghi comuni ecc. (per ulteriori dettagli vedere la lista di cui sopra e sotto), la narrativa commerciale scritta bene, con stile magari semplicissimo ma personale, nuovo, giovane la considero narrativa buona.

Vi porto un esempio: Fabio Volo.

Fabio Volo scrive commerciale, scrive con uno stile semplice, giovane, scorrevolissimo e veloce. Di sicuro un Dante dei giorni nostri cercherebbe di assassinare Volo, ma consideriamo che uno stile così piace. Piace a tanti, non a tutti. A me piace, che c’è di male se un libro è commerciale ma piace? Ho letto tutto di Volo, e devo dire che con gli ultimi romanzi sta facendo grossi miglioramenti (i primi due, Esco a fare due passi e E’ una vita che ti aspetto erano commerciale BRUTTO), lo stile si complica leggermente ma rimane semplice.

Volo è l’autore commerciale che molti blogger criticherebbero. Mi permetto di elogiarlo, almeno io.

Proviamo a tirare qualche conclusione.

La narrativa commerciale non va disprezzata a priori. Io la dividerei in due sezioni:

  • commerciale brutto, con errori, con trama insulsa, pieno di Deus ex machina, con errori grammaticali e situazioni assurde.
  • commerciale che vende perché piace ad una determinata fascia di lettori. Scritto con stile semplice ma bello a leggersi.

Che ne dite?

Perchè ho parlato di narrativa commerciale e non del romanzo?

Perché il romanzo che sto scrivendo è commerciale. Spero e sembra che sia nella seconda categoria delle due poco sopra, ma rimane commerciale. Ho fatto quest’articolo proprio per avvisarvi. I lettori in questi due giorni non sono stati pochi, presumo che quando parlerò del romanzo saranno anche qualcuno di più, quindi era giusto avvisarvi.

Ci vediamo con un nuovo articolo nei prossimi giorni.

Ciao

Andrea

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